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Pensionamento scuola

PENSIONAMENTO 2020:

Tutto quello che c'è da sapere

Ecco come si andrà in pensione dopo la manovra Draghi

Pensionamento scuola

Quota 102 «secca» non vincolante per le Pmi in crisi. Nuove categorie di lavori gravosi e ritorno a Opzione donna, ma la flessibilità in uscita va costruita

 

 

 
 Dal primo gennaio 2022 si potrà uscire dal lavoro con 64 anni d’età e 38 di contribuzione. Una Quota 102 «secca» che durerà 12 mesi (con la possibilità di richiedere l’assegno anche successivamente). Ma che non sarà vincolante per i lavoratori delle piccole e medie imprese in crisi che potranno utilizzare pensionamenti anticipati con 62 anni d’età grazie a un apposito Fondo con una dote di 200 milioni l’anno per il prossimo triennio. Fondo che sarà «regolato» da un decreto del ministro dello Sviluppo economico, condiviso con quelli dell’Economia e del Lavoro, da varare entro febbraio del prossimo anno.

Nuova flessibilità in uscita tutta da costruire

La bozza della legge di bilancio entrata giovedì 28 ottobre in Consiglio dei ministri, oltre a sancire il «pensionamento» di Quota 100, conferma di fatto che nel 2023 il ritorno alla legge Fornero in versione integrale diventerebbe automatico se, nel frattempo, non saranno state congegnate nuove forme di flessibilità in uscita, soprattutto per i giovani e per le donne, che il governo conta di individuare con i sindacati, oltre che con la sua maggioranza, in un tavolo sulla previdenza da convocare in tempi non troppo lunghi. Con un preciso paletto: restare nell’alveo del sistema contributivo ed evitare impennate della spesa previdenziale.

 

Ma da gennaio 2022 rimarranno comunque aperti altri canali d’uscita. A cominciare da Opzione donna, ma con 60 anni d’età (61 per le lavoratrici autonome) e 35 di contributi. E da quello dell’Ape sociale (utilizzabile con almeno 63 anni d’età e 30 o 36 anni di versamenti a seconda della situazione in cui si trova il lavoratore) che è prolungata per un anno e che viene estesa fino a 23 categorie di lavori «gravosi», senza recepire in toto la trentina di mansioni suggerite dalla commissione tecnica istituita dal ministro Lavoro, Andrea Orlando.

L’elenco dei lavoro «gravosi»

Dell’elenco aggiornato fanno parte, tra gli altri, i professori della scuola primaria e pre-primaria (maestre e maestri), i portantini, i tecnici della salute, le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali, il personale impegnato nella pulizia di uffici, alberghi e ristoranti, gli addetti alla gestione di magazzini. E ancora: artigiani, operai specializzati e agricoltori, conduttori di impianti e macchinari per l’estrazione, conduttori di forni e altri impianti per la lavorazione del vetro e della ceramica e conduttori di impianti per la trasformazione del legno e lavorazione della carta.

Per la proroga dell’Ape sociale in forma «rafforzata» vengono messi a disposizione 141,4 milioni nel 2022 e complessivamente 970 milioni fino al 2027. Altri 20 milioni il prossimo anno, 40 nel 2023 e 60 dal 2024 sono destinati alla nascita di un fondo per interventi pensionistici perequativi da garantire al personale di Forze armate, Forze di polizia e Vigili del fuoco.

La nuova Opzione donna

Il prossimo anno potranno poi optare per una pensione interamente contributiva con Opzione donna le lavoratrici che al 31 dicembre del 2021 avranno maturato almeno 60 anni d’età (61 se «autonome») e 35 di contributi. E, quindi, con un requisito anagrafico più elevato di quello attuale (58 anni, 59 anni per il lavoro autonomo).

Un «pacchetto» da 600 milioni

Nel suo complesso il pacchetto pensioni dovrebbe pesare sulla manovra per il 2022 più o meno per la stessa cifra indicata dal Documento programmatico di bilancio (600 milioni). Un terzo di questo finanziamento, secondo la bozza d’ingresso, sarà assorbito dal nuovo fondo per le uscite anticipate di lavoratori delle Pmi in crisi (600 milioni nel triennio) che è sgorgato dalla mediazione con la Lega sulla falsariga della proposta elaborata nelle scorse settimane dal responsabile lavoro del Carroccio, Claudio Durigon. E sempre in un’ottica di mediazione, ma questa volta con i sindacati, Palazzo Chigi ha evitato di fissare una «Quota» per il 2023 nella veloce transizione verso il ritorno alla «Fornero». Il leader del Pd, Enrico Letta, ha parlato di una «giusta soluzione in due tempi». Ma i sindacati rimangono sul piede di guerra, con la Fiom Cgil che ha già approvato un pacchetto di 8 ore di sciopero contro la manovra varata dal governo.

fonte: https://www.ilsole24ore.com/art/pensioni-come-funzionano-la-manovra-draghi-AEbWv8s

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