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Il Ministero batte un colpo ma i sindacati avvertono: “Si faccia in fretta, non c’è molto tempo”

L’incontro fra il Ministro Bianchi e le organizzazioni sindacali avvenuto nel pomeriggio del 16 aprile ha lasciato due punti fermi: la volontà del Ministero di ripartire il primo settembre in condizioni di sicurezza e con tutto il personale docente al proprio posto da un lato. E dall’altro lato la disponibilità dei sindacati scuola che però avvertono che la campanella sta per suonare: se non si predispone in fretta un piano per il prossimo anno scolastico, tutti i buoni propositi rischiano di sciogliersi come neve al sole, proprio alle porte della stagione più calda, l’estate, crocevia per le vicende più importanti dell’anno: le immissioni in ruolo.

Il Ministro Bianchi, nel corso dell’incontro, come già accennato, ha  annunciato l’invio alle organizzazioni sindacali di un testo di impostazione generale relativamente al Patto sull’Istruzione, cui seguirà l’immediata attivazione di tre tavoli tematici (reclutamento ordinario e straordinario, organizzazione e autonomia scolastica, PNRR), con l’obiettivo di pervenire nel più breve tempo possibile alla sua sottoscrizione.

Si tratta del famoso Patto per l’Istruzione di cui si era parlato nel corso del primo incontro fra nuovo ministro e sindacati e che sembrava essere rimasto fra i verbali di una riunione piacevole fra due “nuovi conoscenti”.

Il piatto forte e sicuramente più urgente riguarda il reclutamento: il boom di supplenze previsto per il prossimo anno scolastico si deve evitare in qualche modo e bisogna studiare soluzioni a breve termine. Ma guai a pensare di risolvere la piaga del precariato che da anni cresce inesorabilmente grazie ad un documento e ad una serie di riunioni organizzate: lo stesso Ministro Bianchi in più di una occasione ha messo le mani avanti ed invitato a pensare al primo settembre come il primo passo della guerra al precariato dilagante.

Intanto il Ministero sembrerebbe aver sdoganato una procedura transitoria per assorbire il precariato della scuola da affiancare ad un percorso fatto di concorsi annuali per i più giovani. Tra dire e il fare c’è di mezzo il mare. E anche la politica. Infatti gli scontri fra le forze all’interno della stessa maggioranza si fanno sentire: lo scontro frontale è fra Lega e M5S, con il partito guidato da Matteo Salvini proporre da tempo un concorso per titoli e servizi destinato ai precari e il M5S invece disposto a puntare tutto sui concorsi ordinari già banditi.

Intenzioni che condividono le organizzazioni sindacali che allo stesso tempo ritengono tardive: i segretari Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda e Snals, tramite un comunicato unitario, puntano l’attenzione proprio sui “ritardi accumulati dall’Amministrazione in questo periodo, perché il fattore tempo, la tempestività degli interventi, sono determinanti per far ripartire la scuola”, anche se “resta obiettivo prioritario, insieme alla definizione del Patto come premessa al rilancio di una forte politica di investimento in istruzione e formazione, mettere la scuola nelle condizioni di poter riaprire a settembre 2021 potendo da subito contare sulla presenza di tutto il personale docente, dirigente e ATA necessario al suo funzionamento”.

Nel frattempo si concluderà quest’anno scolastico in presenza, sicuro almeno nelle zone gialle e arancioni secondo le intenzioni del Governo. Anche per quanto concerne questo tema i sindacati hanno ribadito “le richieste di garantire le condizioni perché ciò possa avvenire nella massima sicurezza per tutte le componenti della comunità educante, anche attraverso un attento e frequente monitoraggio sull’andamento epidemico in ambiente scolastico. Preliminare e ancor più urgente procedere a un aggiornamento del Protocollo Sicurezza, anche in vista dello svolgimento degli esami di Stato“.

fonte: https://www.orizzontescuola.it/docenti-in-cattedra-il-1-settembre-il-ministero-accelera-ma-i-sindacati-avvertono-si-faccia-in-fretta-non-ce-molto-tempo/?amp

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