Nuova inversione di marcia. Titoli e servizi peseranno meno sul punteggio
Approvato l'emendamento: i titoli pregressi si valuteranno solo quando il reclutamento riguarderà posizioni specifiche, tecniche o amministrative .
Avevano fatto molto preoccupare le nuove regole dei concorsi per il reclutamento volute dal Ministro Brunetta per velocizzare le procedure di assunzione nel pubblico impiego.
Più nel dettaglio, è stato il Decreto Legge 44/2021 sui concorsi nella Pubblica Amministrazione ad eliminare le prove preselettive a favore di una valutazione dei titoli e delle esperienze pregresse e quindi ad intimorire i più giovani.
Nel caso della scuola, in particolar modo, queste norme avrebbero avuto un forte impatto sui neolaureati.
La loro partecipazione ai concorsi come quello ordinario sarebbe stata quasi vana: sarebbero stati facilmente superati, in termini di punteggio, dai docenti precari in possesso anche solo di una minima esperienza di servizio.
Ma ieri, 13 maggio, un emendamento a favore dei giovani ha avuto la meglio in commissione Affari Costituzionali al Senato, mentre si discuteva il decreto Covid che si concentrerà anche sui concorsi pubblici.
I sostenitori dell’emendamento sono M5S e PD.
Si raggiunge così l’inversione di marcia in cui molti speravano: nell’ambito della formazione delle graduatorie concorsuali, i titoli e le esperienze peseranno di meno. I giovani meritevoli, che non possono vantare grandi quantità di titoli o lunghe esperienze sul campo di lavoro, potranno partecipare ai concorsi senza alcuno svantaggio.
La correzione – spiega Repubblica – è una proposta del relatore, del curatore del provvedimento Gianclaudio Bressa (del Pd) che ha fatto propri gli ulteriori aggiustamenti suggeriti dai partiti.
Sull’argomento si è espressa la responsabile Missione giovani e deputata del Pd, Chiara Gribaudo, che in una nota scrive: “Siamo riusciti a salvaguardare le migliaia di giovani neolaureati che si stanno preparando per i concorsi pubblici e che vogliono rappresentare un ricambio generazionale e una spinta innovativa per la nostra Pubblica amministrazione“.
I titoli avranno maggior peso e quindi maggior punteggio quando il reclutamento riguarderà posizioni specifiche e peseranno comunque non oltre un terzo del punteggio.
La valutazione per titoli necessaria ai fini dell’ammissione alle fasi concorsuali successive, potrà quindi essere effettuata solamente per i profili qualificati elevata specializzazione tecnica o amministrativa.
La Repubblica riporta anche le parole della senatrice Maria Laura Mantovani che spiega:
“Abbiamo bilanciato due necessità: innovare la Pa con nuove competenze ed esperienze maturate sul campo, senza ledere il principio di uguaglianza per cui ogni cittadino conquista un posto di dimostrando competenze e abilità tramite concorso. I giovani neolaureati sono il futuro e dobbiamo dare loro più opportunità rispetto a prima, non meno“.




Per ridare centralità alla scuola e ripartire in sicurezza. Il manifesto unitario delle OO.SS....










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